Demolita  la  storica  Duna che ispirò nel lontano 4 maggio 1996  il  sito omonimo

Che tragedia!

Sono sempre i migliori che se ne vanno. Tristezza in tutto il  mondo automobilistico
Tutte le immagini
della demolizione

Una storia lunga
sedici anni
Inutili i disperati
tentativi di salvarla
Quella volta che la
Duna fece tremare
La Fiat
Quale destino per
il sito della Duna?


Quello che non avremmo mai voluto vedere, purtroppo è accaduto!

Il 21 marzo 2004 resterà una data storica nella storia automobilistica italiana e non solo. A nulla è valso il successo della Ferrari di Schumacher in Malesia, per riportare un po' di serenità ad un ambiente così scosso, cui sarà difficile riprendersi dopo questa batosta.

La DUNA non è più con noi! Silenziosa, come un servitore fedele cui è lecito chiedere tutto e di più, è uscita in punta di piedi, così come era entrata.
Nulla lasciava presagire una fine così imminente anche se da tempo, la vecchia DUNA aveva confidato ai suoi amici più cari di non ricordare più dove si era parcheggiata la sera prima. "Non è nulla, vedrai" - rispondevano gli amici facendosi forti. Poi appena la sagoma tozza della vettura si allontanava lungo i viali, non riuscivano a trattenere le lacrime.

Fuori è la solita vita: la primavera profumata, i ragazzini che giocano al calcio, le donne al mercato e le ragazzine scapigliate con la pancia fuori dei pantaloni, per il primo sole di stagione.
Niente isterie come quando morì la 500, niente commemorazioni strazianti, per carità. Lo aveva detto lei: "Quando me ne andrò, sarà solo una vecchia auto che muore" .

La Duna non era era una di quelle macchine che non si lasciava andare ai sentimenti. Era una di quelle "regine" che si lasciano toccare: si metteva in fila ai semafori e guai a suonare se un automobilista, lì davanti, tardasse a ripartire.

Se non temessimo di sconfinare nella retorica potremmo dire che sono sempre i migliori che se ne vanno.

Ci mancheranno i suoi ingolfamenti quando più avevamo fretta di raggiungere una meta, il rumore dell'ingranaggio delle marce quando s'innestava la retromarcia (a proposito ce l'aveva, ma era così discreta che neanche te ne accorgevi) il rumore delle sue ruote, sempre troppo lisce, quando passavano sul bagnato e il suo incredibile profumo di cannella.

Abbiamo imparato ad amare la DUNA per tanti anni, ora impareremo ad amare anche la sua assenza.

   

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